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Workshop di improvvisazione w/
FRANCESCO BEARZATTI
posti limitati / qualsiasi strumento / amatori e professionisti
14.00 registrazioni
14:30-18:30 workshop
Per info e iscrizioni: workshop@astro-club.it

Live
w/ THE BEARS
Francesco Bearzatti – Sax
Alessandro Turchet – Contrabbasso
Luca Colussi – Batteria
ore 21:00

Contributo per il workshop: 30€
tessera associativa, buffet e concerto inclusi

Contributo per il concerto: 10€
tessera associativa e buffet inclusi

GALASSIE SONORE
★★★
Nasce a dicembre l’appuntamento di workshop e concerti dedicati all’improvvisazione musicale, passando tra jazz, rock, cantautorato ed elettronica.
Il primo di questi incontri sarà con uno dei maestri italiani più significativi del panorama mondiale, avremo l’onore di ospitare Francesco Bearzatti con un workshop per imparare a conoscere le diverse tecniche di improvvisazione che hanno fatto la differenza nella sua pluripremiata carriera musicale.
L’incontro è rivolto a tutti i musicisti, amatoriali e professionisti, ed è per tutti gli strumenti musicali.

FRANCESCO BEARZATTI BIO
Sassofonista, clarinettista e compositore, Bearzatti è un artista versatile, sessionman prezioso e leader di alcuni dei gruppi più innovativi degli ultimi anni. Dal rock al jazz alla musica elettronica, Bearzatti unisce ai suoi lavori una cultura versatile e inquieta, confluita nei suoi ultimi progetti più trasversali, dal Bizart Trio alla rilettura dei brani dei Led Zeppelin o al concept italoamericano Sax Pistols, fino al Tinissima Quartet con il quale ha inciso i due dischi “Suite for Tina Modotti” e “X Suite for Malcolm”.

Nato nel ’66 a Pordenone, musicista già nella culla, sembra che il piccolo Francesco cantasse sempre e suonasse tutto quello che gli capitava a tiro, e i soprammobili di casa (vetri, ceramiche e cristalli in particolare) ne hanno fatto le spese, come raccontava in una recente intervista, «solo perché suonavano bene». Più tardi, con bacchette create dal nonno, scoprì il suono rotondo delle latte dell’olio d’oliva e in seguito arrivò a pestare su una batteria autocostruita, cantando e suonando dall’alba al tramonto. Lui stesso ha raccontato che durante il terremoto del Friuli nel 1976, mentre tutti scappavano per una forte scossa, lui continuò a suonare come niente fosse, non avendo alcuna percezione di quello che accadeva intorno a lui tanto era concentrato… Già studente di batteria e violino, il clarinetto del nonno gli fece cambiare strada e con quello strumento arrivò al diploma del conservatorio. Solo più tardi passò al sassofono su suggerimento di un collega.

Francesco Bearzatti ha ottenuto diversi riconoscimenti artistici, è stato votato nel 2009 come miglior sassofonista d’Italia e agli ultimi Top Jazz, i premi assegnati dalla rivista italiana Musica Jazz, per la migliore formazione del 2010 con Tinissima Quartet e per il Miglior disco 2010 con “X suite for Malcolm”, pubblicato dalla sua etichetta Parco della Musica Records; è stato nominato “Migliore musicista europeo del 2011” dall’Académie du Jazz Francais, uno dei più prestigiosi riconoscimenti del jazz al mondo (secondo italiano ad ottenerlo dopo Franco D’Andrea)

Nella sua musica si orecchiano ritmi e atmosfere di altri generi di cui si è riempito da ragazzo e che sono ritornati con il loro suono sporco anche in recenti progetti musicali come Sax Pistols dove «la mia intenzione era di far rivivere i miei “guitar hero” di quando ero ragazzo e tutti si stupirono di come fraseggiavo col distorsore e mi chiedevano se avessi studiato questo o quell’altro…».
Non ha un suo “modus” per la composizione, ma ama fantasticare e «quando compongo procedo nella stessa maniera», «viaggiando un po’ come faceva Marco Polo», cioè raccontando anche di luoghi dove non ha mai messo piede.
Dire in una parola il messaggio della sua musica? Lo ha detto ancora lui: «in generale mi piacerebbe riuscire a far passare un messaggio d’amore».